Taranta Peligna - La casa dei Nonni

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Taranta Peligna

Taranta e Dintorni


Accenni di Storia


Taranta Peligna sorge nella valle dell'alto corso del fiume Aventino, alle pendici della Majella orientale. Il centro urbano sorto inizialmente su Le Ripe del fiume, per poi espandersi in posizione più aperta sulla conoide detritica della valle. Nel territorio si trovano l'oasi fluviale delle Acquevive e la luggett, resti di un condotto scavato nella viva roccia.

Il paese risulta già abitat fin dalla preistoria come dimostra il ritrovamento di un'ascia di bronzo della prima metà del II millennio a.C. Nel XII secolo viene citata come Tarantam. Nel XIII secolo fu proprietà di Berardo di Acciano e di Enrico di Portella,  poi, nel XV secolo il comune risulta feudo dei Caldora e nel XVIII secolo fu dei D'Aquino.
nel 1943, durante la seconda guerra mondiale il paese viene quasi del tutto distrutto dai tedeschi, questo causerà una grave emigrazione.[9] Infatti il generale Kesserling, nella tattica della "terra bruciata", ordinò alla popolazione di abbandonare il paese nel 26 ottobre 1943, essendo Taranta nella linea Gustav. Lo stesso accadde con la vicina Lettopalena. Durante il bombardamento alleato inoltre, l'intera chiesa di San Biagio fu fatta saltare in aria.

Gli itinerari consigliati per Turismo ed escursionismo:

Valle di Taranta
La Tagliata, l'antico nome della Valle di Taranta, è una grandiosa fenditura che incide profondamente per oltre sette chilometri il versante orientale della Majella. Ha origine alla Sella del Macellaro (2646 m), piccola depressione situata tra il monte Macellaro e la grotta Canosa. La valle offre un ambiente naturale che annovera fenomeni carsici, rarità botaniche e fauna particolare. Vi si aprono numerose cavità come la grotta dell'Asino, del Bove e la grotta turistica del Cavallone, raggiungibile con un impianto funiviario. Molto frequentata nel periodo estivo è luogo ideale per l'escursionismo, il rifugio Macchia di Taranta (1703 m) facilita le escursioni per il Colle d'Acquaviva (2200 m), il monte Macellaro (2646 m), l'Altare dello Stincone (2426 m) e il più lontano monte Amaro (2793 m), la seconda cima più elevata dell'Appennino.

Grotta del Cavallone
La Grotta del Cavallone si apre sullo strapiombo della parete rocciosa posta sul lato sinistro della Valle di Taranta a quota 1475 e si sviluppa per oltre 1400 metri. Ricca di formazioni concrezionali, offre visioni di grande suggestione. Colpisce la grandiosità e l'imponenza dell'imbocco sulla fantastica parete. La grotta è costituita da una serie di condotti e di sale concrezionate, attrezzate per la visita turistica per circa 800 metri, la cui toponomastica è in gran parte regolata su personaggi della tragedia dannunziana La figlia di Iorio e da similitudini più o meno felici. È detta anche Grotta della figlia di Iorio in quanto Francesco Paolo Michetti, trasse ispirazione dall'antro d'ingresso per la scenografia del secondo atto della tragedia dannunziana che venne messa in scena al Teatro lirico di Milano il 4 marzo 1904; e sull'onda del successo arriso all'opera del vate, la grotta richiamò numerosi visitatori ed eruditi, molti dei quali la descrissero con termini fantasiosi e ricchi di ispirate metafore.

il “Parco fluviale delle acquevive”

il Parco è  posto ai piedi del paese di Taranta Peligna e a pochi passi dal B&B “La Casa dei nonni” è uno dei posti più emozionanti della Majella Orientale : tante sono le cose che attraggono un visitatore che visita per la prima volta il Parco. Dalla "Cupola Geodetica" al nuovo ponte che collega le due sponde del fiume. Una ricca vegetazione, un'atmosfera surreale con una melodia armoniosa dell'acqua che sgorga dalle sorgenti. Un Parco da visitare per rimanere incantati.


Taranta Peligna


B&B La Casa dei Nonni

Via Collegioacchino n°7, 66018 Taranta Peligna (CHIETI)

www.bblacasadeinonni.it
info@bblacasadeinonni.it

Fisso  +39 0872 910121  (Italia)  
Cellulare  +39 328 9249210  

 
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